Il lifting verticale - procedura di ripristino
del volume: una nuova tecnica di ringiovanimento facciale.
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Nel mondo della chirurgia plastica sta imponendosi una nuova
tendenza che si basa sul principio di come interpretare correttamente
la bellezza ed il ringiovanimento facciale. L’ho denominata
"la teoria di deflazione". Il processo di invecchiamento
del volto causa atrofia della pelle e degli strati sottocutanei
mentre l'effetto di gravità fa cedere i tessuti facciali
in un senso verticale, generando pelle rilassata e cosiddette
“borse". Il risultato finale è una perdita
assoluta di volume sul viso (effetto di deflazione) e uno
spostamento indesiderato di volume da determinate zone della
faccia verso altre zone quali la piega nasolabiale, la piega
mascellare, le zone perioculari ed il collo. Il lifting tradizionale
cerca di correggere il problema tirando la pelle lateralmente
in modo artificiale, producendo il cosiddetto effetto “tirato”
e dando al viso un look da “tunnel del vento”.
Inoltre i lifting convenzionali causano un effetto di appiattimento
della faccia in quanto sottopongono la pelle ad un’eccessiva
tensione. Di conseguenza il ringiovanimento facciale è
stato caratterizzato per decenni da due grandi errori: direzione
errata del vettore da tirare (laterale invece che verticale)
e approccio bidimensionale, in quanto considera solo il fattore
pelle (appiattimento).
Guardando come Botticelli ha dipinto Simonetta Vespucci nel
suo dipinto raffigurante la Primavera, potete comprendere
la “teoria del volume” che caratterizza un volto
giovane e bello: fondamentalmente l’invecchiamento causa
la perdita del volume e lo scopo del ringiovanimento facciale
dovrebbe pertanto essere quello di riacquistare il volume
perso. Il lifting verticale è stato pensato nello stesso
modo in cui Botticelli ha creato le sue pitture: pensando
cioè ad una tecnica tri-dimensionale per ristabilire
il volume e, pertanto, ad un aspetto giovane e bello. La fase
di progettazione è una parte importante dell’intervento:
l'analisi attenta delle immagini computerizzate del paziente
prima dell’intervento non può essere disgiunta
dall’analisi di immagini del paziente quando questo
aveva 20 – 30 anni. Questa analisi rappresenta in un
certo qual modo una road map che seguiamo nel nostro metodo
di ringiovanimento.
Un ruolo importante nel realizzare questo obiettivo è
svolto dalla nuova tecnologia endoscopica che ha permesso
di ridurre le cicatrici utilizzando procedure meno invasive.
Piccole sonde fotografiche fissate al nostro endoscopio vengono
introdotte attraverso delle piccole incisioni; esse proiettano
le immagini amplificate sui nostri monitor in sala operatoria,
permettendoci di accedere alle zone critiche della faccia
con strumenti specificatamente progettati per modificare e
modellare i tessuti sottocutanei in base alle nostre esigenze
estetiche. Usando questa tecnologia viene quindi effettuato
il lifting verticale. L’intervento si svolge attraverso
due incisioni molto piccole alla base dell’attaccatura
dei capelli e nella parte interna della bocca. Le suture sono
poi disposte con cura per sollevare, riposizionare e fissare
i tessuti facciali in senso verticale con l’effetto
di un ringiovanimento naturale. Questa tecnica provoca meno
gonfiore e dolore ed elimina ogni cicatrice visibile. Le ferite
sono quindi minori ed il tempo di recupero è minimo.
Questa tecnica è inoltre ideale per il paziente che
ha già subito un precedente facelift e che ha un aspetto
artificiale, eccessivamente tirato all’indietro o il
paziente più giovane che non desidera un lifting tradizionale
con cicatrici visibili sulla faccia.
Nel paziente più anziano, il lifting verticale è
spesso abbinato ad un lifting del collo per ridurre la pelle
in eccesso nella zona del collo. Il ripristino del volume
è completato spesso con l’inserimento di grasso
nelle zone cruciali quali le guance e la piega nasolabiale
e spesso è anche accompagnato da un innalzamento endoscopico
dei sopraccigli. Il risultato finale è un lifting facciale
che dona un aspetto volumetrico naturale e giovane.
Una tecnica non è l'invenzione di una singola mente
ma l’evoluzione e/o combinazione di molteplici interventi
differenti.
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